Gli Accordi Preventivi in materia di Prezzi di Trasferimento sono oramai una realtà ben conosciuta alle società italiane appartenenti a gruppi multinazionali, che hanno inteso (o intendono) concordare la corretta remunerazione delle transazioni infragruppo con l’Agenzia delle Entrate, al fine di evitare verifiche, accertamenti e le lungaggini del contenzioso tributario e, quindi, a mitigare la conflittualità tra contribuente e l’amministrazione finanziaria. 

L’attuale legislazione regola in dettaglio la procedura relativa agli accordi unilaterali, conclusi tra l’Agenzia delle Entrate e la società del gruppo presente in Italia ovvero il contribuente italiano. Qualora l’accordo coinvolga anche amministrazioni finanziarie di uno o più stati (così detti accordi bilaterali o multilaterali), la procedura seguita è quella prevista dalle convenzioni internazionali contro le doppie imposizioni (art. 31-ter del DPR 29 settembre 1973, n. 600).

La bozza della Legge di Bilancio approvata dal Governo il 18 novembre 2020 (che dovrà essere approvata dal Parlamento prima di fine anno) prevede alcune modifiche alla disciplina degli Accordi preventivi (art. 196).