L’AGCM adotta le nuove Linee Guida sulla compliance antitrust

12 ottobre 2018

In data 4.10.2018, a conclusione della consultazione pubblica svolta tra aprile e maggio 2018, l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ("AGCM") ha pubblicato le Linee Guida sulla compliance antitrust ("Linee Guida"), volte a fornire alle imprese un orientamento di massima in ordine: (i) alla definizione del contenuto dei programmi di compliance antitrust; (ii) alla richiesta di valutazione del programma ai fini del riconoscimento della relativa attenuante nell'ambito del calcolo della sanzione per illeciti anticoncorrenziali; e (iii) i criteri che l’AGCM intende adottare ai fini del riconoscimento della suddetta attenuante nella valutazione di tali programmi quale circostanza attenuante.

In merito al contenuto del programma di compliance antitrust, l’AGCM chiarisce che dovrà essere predisposto e attuato coerentemente con le caratteristiche dell’impresa (i.e., natura, dimensione e posizione di mercato dell’impresa), nonché proporzionato alla complessità dell’organizzazione aziendale e all’articolazione dei livelli di management. Il programma deve, inoltre, essere adeguato al contesto di mercato (i.e., numero e dimensione delle imprese attive, frequenza dei contatti tra le imprese), anche in relazione al livello di dinamicità di quest'ultimo. Secondo l’AGCM, inoltre, affinché il programma di compliance sia efficace, debbono sussistere le seguenti caratteristiche minime:

  • riconoscimento della compliance antitrust come parte integrante della cultura e della politica aziendale;
  • identificazione e valutazione del rischio antitrust specifico dell’impresa;
  • attività periodica di formazione e know-how;
  • sistemi di gestione dei processi a rischio antitrust;
  • sistema di incentivi;
  • auditing e affinamento progressivo del programma.

Con riferimento alla valutazione del programma, il riconoscimento del beneficio all’impresa coinvolta in un procedimento è subordinato alla presentazione di un’apposita richiesta all’AGCM, accompagnata da una relazione che illustri le ragioni a sostegno dell'adeguatezza del programma, nonché l’effettiva ed efficace applicazione/implementazione dello stesso.

L’AGCM ha ritenuto valutabili, ai fini dell’eventuale attribuzione dell’attenuante, solo i programmi di compliance adottati, attuati e trasmessi dalle parti del procedimento istruttorio entro sei mesi dalla notifica del suo avvio. I programmi devono essere accompagnati da una relazione illustrativa sull'idoneità del programma nonché da documentazione attestante la sua concreta applicazione.

Con riguardo al trattamento premiale applicabile a fronte dell'adozione dei programmi di compliance, l'AGCM ha inteso prevedere due distinte fattispecie, a seconda che il programma sia adottato prima o dopo l'apertura dell'istruttoria.

Più in particolare:

  1. in caso di adozione del programma a seguito dell'apertura dell'istruttoria, la riduzione, a titolo di circostanza attenuante, non potrà eccedere, salvo casi eccezionali, il limite del 5% della sanzione;
  2. in caso di adozione prima dell'avvio dell'istruttoria, la riduzione potrà giungere sino al 15% della sanzione, specialmente quando, grazie all'adozione del programma, sia stato possibile scoprire/interrompere l'illecito prima della notifica dell'avvio del procedimento istruttorio.

I programmi considerati manifestamente inadeguati non accederanno al beneficio della riduzione della sanzione (sub specie di circostanza attenuante), salvo il caso in cui l’impresa sottoponga all'AGCM modifiche sostanziali al programma stesso dopo l’avvio dell’istruttoria (e potendo, così, beneficiare di un trattamento premiale fino al 5%).

Particolari previsioni sono previste in materia di recidiva, di programmi adottati nell’ambito dei gruppi di imprese (che necessitano di attuazione a livello di gruppo), nonché con riferimento al programma di compliance che sia stato oggetto di impegni presentati dall’impresa per concludere il procedimento istruttorio senza l’accertamento di un’infrazione e resi obbligatori dall’AGCM (da cui comunque non discende alcuna "presunzione di adeguatezza ed efficacia" di detti programmi per ipotesi di condotte future).

Infine, secondo l’AGCM, l'esistenza di un programma di compliance può essere valutata alla stregua di una circostanza aggravante. A tal proposito, l'AGCM ha individuato talune ipotesi eccezionali: (i) quando il programma sia stato utilizzato per agevolare o celare l’infrazione, o impedire, ostacolare o, comunque, ritardare l’attività istruttoria dell’AGCM e vi sia prova che le indicazioni contenute nel programma siano state concretamente seguite; (ii) quando l'impresa sia recidiva e abbia già beneficiato di una riduzione della sanzione all’esito di una precedente istruttoria per aver adottato un programma di compliance; e (iii) nel caso di applicazione dell’attenuante per il programma di compliance e successivo avvio di un procedimento per inottemperanza alla diffida dell’AGCM.

Per saperne di più

http://www.agcm.it/media/dettaglio?id=d37de812-5ced-4053-be90-33a4997e82b9&parent=Comunicati%20stampa&parentUrl=/media/comunicati-stampa