Da Patent box ad IP box? Novità in materia di agevolazioni fiscali connesse alla tassazione dei redditi derivanti dai beni immateriali.

 

01-2015

Tre giorni fa il Consiglio dei Ministri ha approvato un decreto legge – attualmente in fase di pubblicazione in Gazzetta Ufficiale – con il quale sono state apportate importanti modifiche al regime agevolativo del c.d. Patent box previsto dall'art. 1, commi da 37 a 45, della legge del 23 dicembre 2014 n. 190 (la "Legge di Stabilità 2015").

Le novità introdotte dal summenzionato decreto sono così sintetizzabili:
  • ampliamento dell'ambito oggettivo di applicazione della norma: per quanto riguarda i marchi, l'agevolazione non è più limitata ai "marchi di impresa funzionalmente equivalenti ai brevetti" ma estesa a tutti i marchi d'impresa;
  • allargamento del novero dei soggetti ai quali è possibile affidare in outsourcing l'attività di ricerca e sviluppo: oltre che alle università, agli enti di ricerca e agli organismi equiparati, l'attività di ricerca e sviluppo potrà essere demandata ad altre imprese diverse da quelle operanti nell'ambito dello stesso gruppo;
  • revisione delle modalità di determinazione della quota di reddito agevolabile: a seguito dell'intervento in commento, essa è determinata dal rapporto tra (a) i costi di attività di ricerca e sviluppo, rilevanti fiscalmente, sostenuti per il mantenimento, l'accrescimento e lo sviluppo del bene immateriale agevolabile e (b) i costi complessivi, rilevanti fiscalmente, sostenuti per produrre tale bene. Al numeratore di tale rapporto, potranno, inoltre, concorrere le spese, rilevanti fiscalmente, sostenute per l'acquisizione dei beni immateriali o per contratti di ricerca stipulati con le società del gruppo nel limite del 30% delle spese sostenute in proprio o commissionate a terzi;
  • attivazione del ruling solo nel caso di utilizzo diretto: l'obbligo di presentare apposita istanza di interpello all'Amministrazione finanziaria, al fine di determinare la quota di reddito agevolabile, è circoscritto al solo caso di utilizzo diretto del bene immateriale. Conseguentemente l'interpello non è più obbligatorio nel caso in cui il reddito agevolabile sia realizzato nell'ambito di operazioni intercorse con soggetti facenti parte dello stesso gruppo.
Si rammenta che il Patent Box è un regime opzionale di tassazione agevolata dei redditi derivanti dall’utilizzo/realizzo dei beni immateriali che consegue un triplice obiettivo:
  • incentivare la collocazione in Italia dei beni immateriali attualmente detenuti all’estero da imprese italiane o estere;
  • incentivare il mantenimento dei beni immateriali in Italia (o meglio, evitarne la delocalizzazione all’estero);
  • favorire l’investimento in attività di ricerca e sviluppo.
Nello specifico l'agevolazione consiste nella detassazione ai fini IRES e IRAP del 50% (fissata per il 2015 al 30% e per il 2016 al 40%) dei redditi derivanti dall'utilizzo di opere dell'ingegno, brevetti industriali, marchi di impresa, nonché processi, formule e informazioni acquisite nel campo industriale, commerciale o scientifico giuridicamente tutelabili. Il regime prevede anche la detassazione integrale delle plusvalenze derivanti dal realizzo di tali beni a condizione che, almeno il 90% del relativo corrispettivo, venga reinvestito nella manutenzione e nello sviluppo di altri beni agevolabili entro il secondo periodo di imposta successivo alla cessione.

Possono optare per il regime del Patent Box tutti i titolari di reddito d’impresa ossia società di capitali, società di persone e imprese individuali a condizione che le stesse svolgano, anche attraverso taluni enti esterni, attività di ricerca e di sviluppo finalizzate alla realizzazione dei brevetti o di altri beni immateriali oggetto dell'agevolazione. L'agevolazione in parola interessa anche le stabili organizzazioni in Italia di società estere residenti in Paesi con i quali è in vigore un accordo per evitare la doppia imposizione a condizione che lo scambio di informazioni ivi previsto sia effettivo.

Il regime è opzionale. L'opzione, una volta esercitata, ha efficacia per cinque periodi di imposta ed è irrevocabile.