Evoluzioni nel “caso Peppermint”: nelle telecomunicazioni la privacy prevale sul diritto d’autore

28 gennaio 2008

Evoluzioni nel “caso Peppermint”: nelle telecomunicazioni la privacy prevale sul diritto d’autore

Due ordinanze collegiali del Tribunale civile di Roma consolidano l’orientamento restrittivo del Foro capitolino in materia di trattamento dei dati personali nel settore delle comunicazioni elettroniche. Il Tribunale, in particolare, ha affermato che il diritto alla privacy degli utenti prevale sulla tutela del diritto d’autore su opere dell’ingegno.

Secondo i Giudici romani, la comunicazione dei dati personali degli utenti di servizi di comunicazioni elettroniche non è ammissibile in considerazione del fatto che la legislazione di settore ne impedisce il trattamento per motivi connessi alla tutela di posizioni giuridiche soggettive di interesse privato e di natura patrimoniale. Questo orientamento, inoltre, è coerente con l’opinione espressa dall’Avv. Gen. Kokott nel caso Promusicae, all’esame della Corte di Giustizia delle Comunità europee (caso C-275/06), la cui decisione è attesa a breve.

Le pronunce sono state adottate nell’ambito del noto “caso Peppermint”, dalla denominazione della casa discografica tedesca che si è rivolta per prima al Tribunale di Roma per ottenere in via d’urgenza dagli operatori fornitori di accesso a Internet al pubblico i dati personali (nome, cognome, indirizzo ecc.) degli utenti che avevano condiviso attraverso programmi peer-to-peer opere protette da diritto d’autore.

Nei suoi primi provvedimenti dell’estate 2006 (salvo un’eccezione in cui il verdetto è poi stato ribaltato in sede di riesame), il Tribunale civile di Roma ha accolto le tesi degli avvocati Otto Mahlknecht ed Ewald Rottensteiner, dell’omonimo studio legale, e alcuni operatori hanno dovuto consegnare i dati anagrafici di migliaia di utenti.

Dopo oltre un anno di schermaglie processuali, le due ultime ordinanze del Tribunale civile di Roma hanno riconosciuto la fondatezza di quanto sostenuto da Massimiliano Mostardini e Domenico Siciliano dello studio legale Bird & Bird a difesa di WIND, e da Arturo Leone che ha assistito Telecom , ribaltando il precedente orientamento, grazie anche alla costituzione in giudizio del Garante della Privacy, che ha sposato le tesi dei due operatori.

Note per l’Editore

Profilo di Bird & Bird

Bird & Bird, Studio legale internazionale fondato a Londra nel 1846, è composto da 14 uffici situati in Europa e in Asia e, con oltre 600 avvocati, fornisce servizi legali a società nazionali e multinazionali.

Lo Studio italiano, con sedi a Milano e Roma, conta attualmente 8 partners e 60 avvocati.

Bird & Bird offre assistenza nelle aree del diritto societario, diritto del lavoro, diritto della proprietà intellettuale e nel contenzioso, con particolare riferimento ai settori delle telecomunicazioni, information technology, media, life science e banking & finance.