I poteri speciali sugli assetti societari strategici del settore della difesa e sicurezza nazionale

10 giugno 2014

Simone Cadeddu, Alessandro Comino

E' stato recentemente pubblicato il d.P.R. 19 febbraio 2014, n. 35, che disciplina le modalità di esercizio dei poteri speciali del Governo nei settori della difesa e della sicurezza nazionale, completando per tali settori il quadro normativo dei c.d. "golden power" del Governo introdotti con il decreto legge 15 marzo 2012, n. 21 in relazione agli assetti societari in settori strategici come la difesa e la sicurezza nazionale, l'energia, i trasporti e le comunicazioni ( artt. 1 e 2 d.l. 21/2012, convertito con modificazioni dalla legge 11 maggio 2012, n. 56).

I "poteri speciali" del Governo nei confronti delle società che svolgono attività o detengono assets di rilevanza strategica

Il d.l. n. 21/2012 consente al Governo italiano (Presidente del Consiglio dei Ministri) di esercitare poteri speciali in relazione alle società che svolgono attività qualificate di rilevanza strategica nei settori della difesa e della sicurezza nazionale (art. 1), nonché in relazione alle società che detengono assets ritenuti di rilevanza strategica nei settori dell'energia, dei trasporti e delle comunicazioni (art. 2).

Il d.P.C.M. 30 novembre 2012, n. 253, ha espressamente individuato le attività di rilevanza strategica nei settori della difesa e della sicurezza nazionale (studio, ricerca, progettazione, sviluppo, produzione, integrazione e sostegno al ciclo di vita di specifici sistemi e materiali elencati quali sistemi di comando, controllo, computer e informazioni – C4I; sensori avanzati C4I, inclusi sistemi a pilotaggio remoto (MALE e UCAV); sistemi di protezione e scoperta mine e IED; sistemi d'arma avanzati integrati nelle reti C4I; sistemi di propulsione aerospaziali e navali militari ad alta affidabilità; materiali stealth, RAM e simili). Debbono invece essere ancora individuati gli assets di rilevanza strategica nei settori dell'energia, dei trasporti e delle comunicazioni.

I poteri speciali del Governo possono essere esercitati in occasione di:

  1. acquisizione di partecipazioni a qualsiasi titolo in società operanti nei settori strategici;
  2. assunzione di deliberazioni relative a operazioni straordinarie da parte delle medesime società (fusione, scissione, trasferimento dell'azienda o rami di essa; trasformazione e scioglimento della società, mutamento dell'oggetto sociale, modifica di clausole statutarie - art. 1, co. 1; art. 2, co. 2).

In tali circostanze, a seguito della notifica preventiva da parte dei soggetti interessati dell'operazione rilevante, il Governo, ove ravvisi il motivato rischio che l'operazione possa mettere a repentaglio la sicurezza e la difesa nazionale, può:

  • imporre specifiche condizioni relative alla sicurezza degli approvvigionamenti e delle informazioni, ai trasferimenti tecnologici e al controllo delle esportazioni in relazione all'acquisizione di partecipazioni;
  • opporsi all'acquisto di partecipazioni in misura rilevante (ivi incluse le partecipazioni di controllo);
  • esercitare un diritto di veto all'adozione di delibere dell'assemblea o degli organi di amministrazione dell'impresa volti a realizzare una delle operazioni straordinarie.

Presupposto per l'esercizio dei poteri speciali è la sussistenza di una minaccia di grave pregiudizio per gli interessi essenziali della difesa e della sicurezza nazionale (ovvero per gli interessi pubblici relativi alla sicurezza e al funzionamento delle reti e degli impianti nei settori dell'energia, dei trasporti e delle comunicazioni).

La minaccia di grave pregiudizio è valutata caso per caso alla luce di criteri – oggettivi e non discriminatori – che tengono in considerazione, tra gli altri, anche la capacità economica, finanziaria, tecnica e organizzativa dell'acquirente, il progetto industriale, la regolare prosecuzione delle attività aziendali, alla sicurezza e la continuità degli approvvigionamenti, con particolare riguardo alle forniture in corso con il Governo italiano. Sono valutati negativamente eventuali legami fra l'acquirente e paesi che non riconoscono i principi di democrazia o dello stato di diritto, del diritto internazionale, o eventuali rapporti con organizzazioni terroristiche o criminali.

Il procedimento di esercizio dei poteri speciali e le eventuali conseguenze

Il d.P.R. 19 febbraio 2014, n. 35, ha disciplinato la procedura di esercizio dei poteri speciali, specificando i soggetti tenuti alla notifica preventiva, il contenuto e la validità della notifica stessa, la procedura istruttoria e le amministrazioni coinvolte, la fase di post-monitoraggio delle determinazioni governative, nonché la procedura per l'irrogazione di sanzioni amministrative pecuniarie in caso di inosservanza delle determinazioni adottate.

Un analogo regolamento, contenente le medesime prescrizioni procedurali, è in fase di adozione anche con riferimento ai settori dell'energia, dei trasporti e delle comunicazioni.

Le imprese (la società che intende adottare una deliberazione assembleare; la società che acquisisce una partecipazione) sono tenute a notificare preventivamente alla Presidenza del Consiglio dei Ministri l'operazione societaria rilevante entro un termine congruo, fornendo tutte le informazioni essenziali per valutare l'impatto dell'operazione. In particolare, la notifica deve includere una descrizione dell'operazione e del piano industriale, e possono essere assunti specifici impegni per garantire l'integrità degli interessi pubblici legati alla difesa e sicurezza nazionale.

L'amministrazione ha quindi 15 giorni di tempo per valutare la sussistenza dei presupposti per l'esercizio di poteri speciali. Il termine per l'esercizio dei poteri speciali può essere sospeso una sola volta qualora l'amministrazione abbia necessità di ricevere ulteriori informazioni dalla società notificante. Il procedimento prevede il coinvolgimento dei ministeri degli affari esteri, lavoro, economia e sviluppo economico, e si chiude con l'adozione di un d.P.C.M. nel caso di esercizio dei poteri speciali ovvero di una mera comfort letter o del semplice silenzio-assenso ove non si ravvisi l'esigenza di imporre condizioni particolari.

Per assicurare l'effettività dell'esercizio dei poteri speciali, non solo la mancata notificazione forma oggetto di sanzioni penali e amministrative pecuniarie (da un minimo dell'uno per cento del fatturato cumulato realizzato dalle imprese coinvolte fino al doppio del valore dell'operazione), ma le eventuali delibere assembleari adottate sono inefficaci e i diritti derivanti dalle partecipazioni eventualmente acquistate sono sospesi ex lege, con conseguente nullità di qualsiasi deliberazione per l'adozione della quale il voto di tali partecipazioni siano stati determinanti.

Le prime applicazioni

La disciplina dei poteri speciali ha già trovato applicazione nei settori della difesa e della sicurezza nazionale – con particolare riferimento al settore aeronautico – in occasione dell'acquisizione del ramo d'azienda di Avio "settore propulsione e trasmissione di potenza" da parte di General Electric Company, per il tramite della controllata Nuovo Pignone Holding s.p.a., nonché dell'acquisizione di partecipazioni in Piaggio Aero Industries s.p.a. da parte della Mubadala Development Company, società di investimento del Governo degli Emirati Arabi Uniti. In generale, è stata notata una particolare attenzione da un lato alla garanzia di programmi cofinanziati dal Governo o dalle Forze armate italiane, dall'altro alla continuità aziendale, sia in termini di management chiave che di stabilità occupazionale. Si tratta comunque di elementi che ragionevolmente possono formare oggetto di discussione informale con le amministrazioni coinvolte.

Siamo a Vostra disposizione per ogni chiarimento o approfondimento.