Pubblicate in Gazzetta Ufficiale le modifiche al Codice del Consumo

21 marzo 2014

Il D.Lgs. n. 21 del 21 febbraio 2014, pubblicato in G.U. il giorno 11 marzo, è stato emanato in attuazione della Direttiva 2011/83/UE sui diritti dei consumatori, introducendo considerevoli modifiche al Codice del Consumo (D.Lgs. 205/2006) in particolare per quanto riguarda la tutela dei consumatori con riferimento ai contratti a distanza e a quelli conclusi fuori dai locali commerciali.

Tra le novità più rilevanti, rispetto al sistema normativo vigente e consolidato nell'attuale Codice del Consumo, si segnalano le seguenti previsioni:

  • maggiori obblighi, in capo al professionista, di informazione precontrattuale a favore del consumatore. Tali obblighi trovano, peraltro, applicazione anche rispetto ai contratti diversi dai contratti a distanza o negoziati fuori dai locali commerciali. E' stato, inoltre, introdotto uno specifico riferimento ai contratti per la fornitura di acqua, gas ed elettricità (artt. 48 e 49);
  • ulteriori requisiti formali per i contratti negoziati fuori dai locali commerciali e per i contratti a distanza, con imposizione di nuove procedure (artt. 50 e 51);
  • termine più ampio ai fini dell'esercizio, da parte del consumatore, del diritto di recesso dai contratti a distanza o negoziati fuori dei locali commerciali, esteso da 10 a 14 giorni (art. 52); in caso di mancato adempimento dell'obbligo di informazione sul diritto di recesso da parte del professionista, il recesso potrà essere esercitato entro 12 mesi decorrenti dalla fine del periodo di recesso iniziale di 14 giorni (art. 53);
  • esercizio del diritto di recesso da parte del consumatore anche mediante la compilazione dell'apposito modulo allegato al Decreto (art. 54);
  • onere del professionista di restituire i pagamenti ricevuti dal consumatore entro 14 giorni (invece degli attuali 30) a partire dal momento in cui è informato della decisione del consumatore di recedere; nel medesimo termine, il consumatore è tenuto a restituire i beni al professionista (artt. 56 e 57);
  • responsabilità del consumatore, in caso di recesso, unicamente per quanto riguarda la diminuzione del valore dei beni; il consumatore può, dunque, restituire (a determinate condizioni) anche un bene non intatto (art. 57);
  • divieto di imporre al consumatore, qualora utilizzi strumenti di pagamento quali carte di credito e bancomat invece dei contanti, tariffe superiori per l'uso di detti strumenti; analogo limite riguarda la tariffa telefonica su linee dedicate messe a disposizione del consumatore dal professionista allo scopo di essere contattato dal consumatore in merito al contratto concluso (artt. 62 e 64);
  • il passaggio del rischio di perdita o danneggiamento dei beni in capo al consumatore viene espressamente individuato nel momento in cui il consumatore stesso entra materialmente in possesso del bene (art. 63);
  • carattere imperativo delle disposizioni in commento che, dunque, trovano applicazione anche qualora il contratto sia regolato dalla legge di uno Stato membro dell'Unione europea diversa da quella italiana.

Infine, una novità che gli operatori di qualsiasi settore non possono assolutamente ignorare: l'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato è stata investita del potere di vigilare sull'applicazione della rinnovata disciplina e di sanzionare le relative violazioni ai sensi dell'art. 27 del Codice del Consumo. Ciò significa, in particolare, che, se l'Autorità rileva una violazione delle suddette norme, gli operatori potranno vedersi applicare ingenti sanzioni, fino a 5.000.000,00 di euro (le medesime già previste in ipotesi di pratiche commerciali scorrette).

L'entrata in vigore della nuova disciplina è prevista per il 13 giugno 2014. E' quindi importante che i professionisti interessati provvedano all'adeguamento tempestivo delle condizioni generali di vendita e delle relative procedure al fine di evitare di incorrere nell'applicazione delle suddette sanzioni.

Siamo a Vostra disposizione per ogni chiarimento o approfondimento.