Attuata la direttiva sulla durata dei diritti di artisti e produttori

20 marzo 2014

Il dlgs 21 febbraio 2014 n. 22 pubblicato in GU n. 58 del 11 marzo 2014 ha attuato la direttiva 2011/77/UE sul prolungamento a 70 anni della durata dei diritti connessi di produttori ed artisti interpreti musicali. Ed ha così modificato l'attuale legge sul diritto di autore (l.a.). Ecco in sintesi le novità principali che entreranno in vigore il 26 marzo 2014.

Secondo il nuovo art. 85 l.a., il diritto dell'artista resta di 50 anni dalla esecuzione, rappresentazione o recitazione. Se tuttavia durante tale (primo) periodo il fonogramma della prestazione artistica è lecitamente pubblicato o comunicato al pubblico, il diritto dura 70 anni (non più 50) dalla pubblicazione o dalla comunicazione se (quest'ultima è) anteriore. Se una fissazione dell'esecuzione, rappresentazione o recitazione, con un mezzo diverso dal fonogramma, è lecitamente pubblicata o lecitamente comunicata al pubblico nei 50 anni dalla esecuzione, rappresentazione o recitazione, i diritti durano cinquanta anni a partire dalla prima pubblicazione, o, se anteriore, dalla prima comunicazione al pubblico.

Il diritto del produttore fonografico dura 50 anni dalla fissazione di una prestazione artistica. Per i fonogrammi lecitamente pubblicati entro tale (primo) periodo, con il nuovo articolo 75 l.a. il diritto del produttore diventa di 70 anni (non più 50) dalla pubblicazione; se poi nei 50 anni dalla fissazione, il fonogramma viene lecitamente comunicato al pubblico i 70 anni decorrono dalla comunicazione.

Il decreto legislativo introduce poi nuovi articoli volti a tutelare per il periodo di prolungamento della protezione gli artisti che hanno "ceduto o trasferito" i diritti ai produttori.

Tali articoli prevedono:

  1. una remunerazione annuale irrinunciabile a favore degli artisti che hanno ricevuto un corrispettivo unico per ogni anno completo successivo al cinquantesimo anno (art. 84 bis legge autore). La remunerazione è pari al 20% dei ricavi derivati nel corso dell'anno precedente al produttore per effetto della riproduzione, distribuzione e messa a disposizione del fonogramma. L'amministrazione del diritto alla remunerazione è demandata ("ex lege") alle società di gestione aventi i requisiti previsti dalla legge 24 marzo 2012 n. 27 che ne ha liberalizzato i servizi di intermediazione (art. 84 bis co. 3 l.a.);
  2. dopo il 50 anno dalla lecita pubblicazione o comunicazione, l'esclusione della applicazione di detrazioni per pagamenti anticipati o deduzioni contrattualmente previste per gli artisti che percepiscono royalty o remunerazioni ricorrenti (art. 84 bis co. 3 l.a.);
  3. onere ("ex lege") dei produttori a sfruttare i fonogrammi per il periodo prolungato e conseguente diritto di recesso irrinunciabile dell'artista. Questo diritto è esercitabile entro un anno dalla richiesta di sfruttamento avanzata dall'artista al produttore (art. 84 ter co. 2 l.a.).

L'attuazione della direttiva impatta non poco sulla gestione dei contratti tra artisti e produttori, specie nel caso di contratti risalenti (anche se non troppo) nel tempo: riconducibili tipicamente allo schema della cessione o del trasferimento. In particolare,

  1. salvo differente previsione contrattuale, un contratto di trasferimento o cessione dei diritti sul fonogramma, concluso anteriormente alla data di entrata in vigore del decreto attuativo, continua a produrre i suoi effetti oltre la data alla quale, in base alla normativa vigente al 31 ottobre 2013, l'artista, interprete o esecutore non sarebbe più protetto (art. 5 dlgs .2014 n. 22);
  2. i contratti di trasferimento o cessione che prevedono pagamenti ricorrenti e che sono stati conclusi anteriormente alla data di entrata in vigore del decreto attuativo, possono essere rinegoziati a vantaggio dell'artista, interprete o esecutore, dopo il cinquantesimo anno dalla pubblicazione lecita del fonogramma o, in mancanza di tale pubblicazione, dopo il cinquantesimo anno dalla sua lecita comunicazione al pubblico (art. 5 dlgs 2014 n. 22). Se la rinegoziazione non ha buon fine, può essere promossa la procedura di conciliazione dinanzi al comitato consultivo permanete per il diritto di autore, di cui ex art 194-bis l.a.. (a art. 5 dlgs .2014 n. 22).

Esclusione. Una interessante norma di diritto intertemporale sembra escludere che il prolungamento comporti una reviviscenza dei diritti già caduti in pubblico dominio. Secondo l'art. 4 del dlgs 2014 n. 22, infatti, il prolungamento della protezione e le previsioni a favore dell'artista (artt. 84-bis e 84-ter l.a.) si applicano alle fissazioni di esecuzioni e ai fonogrammi per i quali l'artista, interprete o esecutore e il produttore di fonogrammi erano ancora protetti alla data del 1° novembre 2013, in virtu' delle disposizioni in vigore prima dell'entrata in vigore del decreto legislativo, e alle fissazioni di esecuzioni e ai fonogrammi successivi a tale data. Non si applicherebbero dunque alle fissazioni ed ai fonogrammi non più protetti alla data del 1 novembre 2013.

 

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